Indicazione del device di stampa

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Quando si utilizza la modalità di “stampa diretta”, nelle funzionalità dove è prevista, è la procedura SISCOXS® (o FISCUMXS®) che trasmette direttamente al dispositivo le informazioni necessarie per la produzione di documenti, scavalcando la gestione operata dal sistema operativo.

 

Non utilizzando le informazioni fornite dal driver della stampante, è necessario indicare in una apposita tabella della procedura le caratteristiche della stampante stessa. Un’indicazione fondamentale è la specifica del cosiddetto “device di stampa” che in pratica stabilisce il canale di comunicazione da utilizzare. Il device di stampa deve essere correttamente impostato con il programma “Gestione delle stampanti laser / dirette” o con la sua versione sempificata “Gestione stampanti laser“.

 

L’impostazione consente varie modalità operative, ed il formato può variare in base al sistema operativo impiegato, alla tecnica di comunicazione e alle caratteristiche del dispositivo. Le possibilità più comuni sono illustrate di seguito, facendo riferimento ai sistemi operativi Microsoft Windows:

 

 

CONNESSIONE DIRETTA

 

Per connessione diretta si intende una modalità di comunicazione con la quale la procedura invia direttamente ed immediatamente le informazioni di stampa al dispositivo.

 

I casi più semplici sono:

 

Connessione diretta ad una porta parallela:

Specificare il nome logico della porta, prefissato da “-D ” (meno – D – spazio), ad esempio “-D LPT1:“.

 

Connessione ad una stampante di rete condivisa:

Specificare il nome del computer dove la stampante è connessa, con due barre inverse iniziali, seguito da un’altra barra inversa e dal nome di condivisione della stampante – il tutti prefissato come sopra. Ad esempio: “-D \\PC004\LASER1“.

 

Ci sono da fare alcune considerazioni con questo tipo di specifiche:

1. La stampante viene definita per tutte le postazioni di rete, ma ogni stampante è connessa ad un solo posto di lavoro. Questo implica che se definisco una stampante che è collegata a LPT1: sul mio posto di lavoro, e la utilizzo su un altro posto di lavoro, la procedura tenterà di stampare sulla porta LPT1: di quest’ultimo – dove può essere connesso un altro modello di stampante completamente diverso, o nessuna stampante;
2. Per le stampanti condivise in rete, su alcuni sistemi (p.e. Windows 98) non è possibile utilizzare il nome di rete della stampante dal posto di lavoro dove la stampante è effettivamente collegata.

 

Specie per il secondo motivo è possibile indicare un secondo “nome device” con la stessa sintassi, che verrà utilizzato solo per il posto di lavoro il cui nome è specificato nella casella “per“.

NOTA: I sistemi operativi che presentano questa problematica non sono comunque idonei all’utilizzo delle procedure Convergence Evolution sia per motivi tecnici sia per inadeguatezza normativa.

 

Controindicazioni:

Non tutte le stampanti sono compatibili con questa modalità operativa.
L’utilizzo del canale di comunicazione diretto da parte della procedura potrebbe entrare in conflitto con la gestione di sistema o con l’utilizzo della stessa stampante in contemporanea con altro software.

 

Esempio:

Sul mio posto di lavoro, che ha nome “POSTO5“, collego una stampante laser alla porta “LPT1:” e la condivido in rete con il nome “MIALASER“.

In SISCOXS® configuro una stampante che ha:

come nome device: “-D \\POSTO5\MIALASER” che verrà utilizzato da tutti gli altri computer della rete;
come nome device alternativo “-D LPT1:” e per come “POSTO5“.

In questo modo la procedura invierà i dati di stampa alla porta LPT1: se la userò dal mio posto di lavoro, o alla coda di stampa di rete “\\POSTO5\MIALASER” se la userà da un’altra postazione.

 

 


STAMPA SU DISCO

 

È possibile fare in modo che, invece che ad una stampante, la procedura invii le informazioni di stampa ad un file su disco. Per fare ciò si può specificare come nome device meno – effe – spazio seguito dal nome completo del file, ad esempio: “-F C:\TMP\STAMPA.TXT“.

In questo casi può essere utile impiegare la casella “Indicatore” con il valore “V“, che provoca la sostituzione nel nome device del numero di sessione corrente al posto della sequenza “vvv” (tre “V” minuscole): se si impiega un nome device del tipo “-F C:\TMP\STAMPA_vvv.TXT“, la procedura scriverà files separati per ogni sessione attiva (p.e. “C:\TMP\STAMPA_001.TXT”, “C:\TMP\STAMPA_014.TXT”, …)

 

Questa modalità non è comunque consigliata: per salvare su disco il risultato di una stampa esistono apposite scelte da effettuare al momento della selezione stampante.

 


AGGANCIO ALLO “SPOOLER” DI SISTEMA DI WINDOWS:

 

Per “spooler” si intende, parlando di sistemi di stampa, il complesso software proprio del sistema operativo che consente di amministrare l’accesso alle stampanti configurate su una macchina o su tutta la rete locale evitando conflitti e interferenze, e fornendo servizi aggiuntivi ai software che richiedono la stampa (come, ad esempio, informazioni sulle caratteristiche fisiche e logiche delle varie stampanti disponibili), e, in molti casi, armonizzando le differenze tra una stampante e l’altra.

 

Nei sistemi Microsoft Windows questo sistema è estremamente avanzato, e di conseguenza molto complesso. Nel caso non si abbia necessità del molteplici servizi offerti questa complessità ha un notevole impatto in termini di prestazioni sui programmi che effettuano stampe. Evitare il decadimento delle prestazioni è uno dei motivi principali dell’esistenza in SISCOXS® e FISCUMXS® della modalità di “stampa diretta”.

 

Esiste però la possibilità di intercettare lo “spooler” in un punto intermedio: in questo caso sarà possibile ignorare le funzionalità più lente del sistema (sostituendole con quelle della “stampa diretta”, più specifiche e pertanto più veloci) continuando a sfruttare la tecnologia di “arbitraggio” che consente di ottimizzare il trasferimento delle informazioni ai dispositivi.

 

Questa modalità ha come effetto secondario anche la possibilità di sfruttare anche canali di comunicazione di difficile specifica (perché il “device di stampa” è fittizio o non direttamente accessibile, oppure perché viene riconfigurato e modificato ad ogni riavvio del sistema), come le porte USB o gli “indirizzi” delle stampanti di rete non collegate ad una macchina specifica.

 

Per attivare questo tipo di trattamento, è sufficiente, una volta configurata nella procedura la stampante in questione, immettere una “X” alla voce “Spooler”. Da questo punto in poi, i programmi di stampa cercheranno per prima cosa il tra le stampanti configurate di Windows quella che “Stampa su:” una porta con lo stesso nome di quella indicata in “Device di stampa” (o “Device alternativo”, se è il caso), e se trovata, utilizzerà la coda di stampa di questa.

 

L’impostazione del parametro “Spooler” viene effettuata automaticamente quando si seleziona il “Device” tramite l’elenco Windows.

 

Su sistemi Windows XP, Windows 2003 Server o successivi, è consigliato, quando si utilizza lo spooler di sistema, specificare la stampante tramite il suo “nome visibile” anziché con il “nome porta”. Il “Nome visibile” è il nome della stampante così come si vede nel pannello di controllo di Windows. Per indicare questo tipo di trattamento, utilizzare il prefisso meno – qu – spazio. Ad esempio: “-Q HP LaserJet 1100 Series PCL6“.

 

Per facilitare questa immissione, utilizzare il pulsante di selezione da una delle caselle “device” per visualizzare le stampanti configurate nel sistema, e prima di scegliere la stampante barrare la casella “Riporta NOME anziché DEVICE”.

Nell’esempio sopra, verrà riportata l’indicazione “-Q \\wass001\HP LaserJet 2100 Series PCL6“, mentre con la casella non barrata riporterà “-D LPT2:“.

 

Un altro vantaggio, in questo caso, è che la stampante sarà identificata a prescindere dalla sua connessione fisica: nell’elenco precedente, ad esempio, la connessione con “-Q \\sraltos\HP Photosmart 8000 Series” sarà sempre valida anche nel caso che per motivi tecnici abbia spostato il cavo di connessione della stampante su un’altra porta USB (con il risultato che “Stampa su:” indicherà magari “USB003” invece di “USB001“), oppure abbia sostituito il cavo con uno parallelo (“LPT1:” invece di “USB001“).

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