fattura elettronica gdpr sole 24 ore 16 aprile 2018

Fattura elettronica tra privati, cogliere le opportunità della digitalizzazione.

Fattura elettronica tra privati, cogliere le opportunità della digitalizzazione.

Da Il Sole 24 Ore del 16 aprile 2018

Come StudioBoost trasforma gli obblighi normativi in opportunità per imprese e professionisti

La sfida pare ardua; centrare l’obiettivo, quasi impossibile.

Eppure, a chiederlo a Domenico Navarra, fondatore e CEO di StudioBoost sembra di parlare del minimo sindacale.

“Vogliamo far uscire una grande fetta della imprenditoria nazionale dall’angolo in cui l’ha messa il mercato. A causa della povertà delle nostre competenze digitali, dalla fine degli Anni ‘90 le nostre aziende hanno perso competitività ed il risultato è sotto gli occhi di tutti. Gli studi e le rilevazioni europee sul tema digitalizzazione ci danno per spacciati; siamo costantemente in fondo alle classifiche. Però qualcosa di buono in questi anni si è fatto, soprattutto nella diffusione della banda larga: adesso è ora di utilizzarla”.

Il team di StudioBoost ritiene che le nuove norme in tema di privacy e fattura elettronica possano essere il grimaldello per aprire le imprese di piccole e piccolissime dimensioni ai processi digitali di business.

“L’epoca in cui gestire la propria impresa affidandosi a fogli di calcolo o pizzini è finita. Dal 1° Luglio una bella fetta delle Partite Iva inizieranno ad avere a che fare con la fattura elettronica; dal 1° Gennaio 2019 tutti dovranno adeguarsi. Questo non deve spaventare: emettere una fattura elettronica e spedirla non è più complicato di farne una normale. Per quanto attiene alla privacy, l’obbligo della forma scritta nella gestione di dati personali metterà fuori gioco tutte le piattaforme “improvvisate”. Questi soli due temi costringeranno tutti i possessori di Partita Iva ad un cambio di mentalità, oltre che di strumenti”.

Strumenti che StudioBoost ha già messo a disposizione di oltre 3000 Partite Iva oggi utenti di B2BEasy, l’app sviluppata dal loro team di giovani programmatori a Rastignano (BO).

Sebastiano Pratellini, CTO di StudioBoost, ricorda che la sfida più grande

“è stata mettere a disposizione di imprese di piccolissime dimensioni, di studi professionali, di esercenti ed artigiani, tecnologie prima d’ora disponibili solo alle grandi imprese. Abbiamo fatto uso dell’intelligenza artificiale e l’abbiamo messa al servizio di esigenze di base, come quella di emettere o registrare una fattura, di effettuare un pagamento o di tramettere un F24, ma anche di mettere a confronto le performance ed i costi di imprese tra loro paragonabili. Gli utenti della nostra piattaforma possono anche conoscere in anticipo la consistenza della cassa ed i saldi banca”.

Come dar torto a chi ti dice che conoscere i numeri della propria impresa non può che contribuirne alla crescita?

E per quanto riguarda la Privacy? Secondo StudioBoost anche questa nuova norma europea può contribuire ad evolvere le imprese italiane. La normativa riguarda i dati delle persone fisiche ed impatta in maniera dirompente sulla sicurezza informatica: il principio cardine è il dover dimostrare di aver fatto il possibile, in rapporto alla propria dimensione e organizzazione, per evitare accessi impropri ai dati. Se prima il problema era puramente formale, oggi diventa sostanziale.

“Basta davvero poco, una piccola disattenzione o un virus, per incorrere in problemi; basta altrettanto poco per lavorare entro i parametri della nuova normativa. Basta utilizzare la nostra piattaforma cloud StudioRelax che è ideata per rispettare la norma. StudioRelax è in grado di far utilizzare ai nostri clienti i loro software, quelli a cui sono abituati, da qualsiasi dispositivo connesso a internet. I responsabili privacy siamo noi, noi ci occupiamo di tutto. Grazie a questo avviene il salto di qualità: lo smart working è servito!”

continua Domenico. Dati personali, archivi documentali, rassicurare il cliente sulla sicurezza non è facile, ma Elisa Erioli, responsabile degli archivi digitali ci ricorda

“le più grandi aziende del territorio non ci avrebbero scelto se non avessero valutato sicuri i nostri archivi”.

C’è chi afferma che fattura elettronica e GDPR rappresentino una nuova pesante imposta sulle imprese, basta visitare il sito www.studioboost.it per capire che non è così.

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