News

Comunicazione dati fatture: attenzione ai tentativi di phishing

Una nota della Agenzia delle Entrate mette in guardia i contribuenti su false email che vengono recapitate riguardo “presunte incoerenze con riferimento alle liquidazioni periodiche Iva e contengono un file in allegato che, se aperto, avvia il download di un virus”.

Gli hacker hanno sviluppato una capacità molto evoluta di intercettare argomenti sui quali gli utenti dei servizi web sono particolarmente sensibili e non perdono l’occasione di utilizzare un argomento scottante come la congruità delle comunicazioni liquidazioni IVA periodiche.

Naturalmente, una delle categorie più a rischio è quella dei Commercialisti, rischio non solo derivante dalla “particolare” e specifica attenzione a questi argomenti, ma anche dalle caratteristiche organizzative e professionali dello studio medio che, per usare un eufemismo, non presta adeguata attenzione alla protezione dalle minacce informatiche.

StudioBoost ha lanciato nel 2015 la piattaforma StudioRelax dalla quale è possibile fruire di tutti i dati e le applicazioni di studio.

StudioRelax è un ambiente informatico sicuro, dove i dati e gli applicativi vengono ridondati per assicurare, non solo la protezione del dato, ma la continuità operativa (business continuty) di tutti gli utenti collegati anche nelle condizioni peggiori. Il dato aggiornato al 30 giugno 2017, certifica la disponibilità media di tutta la piattaforma StudioRelax per oltre il 99,9% del tempo disponibile.

Un punto di onore per tutti il nostro team.

Per fare un esempio concreto: per ogni utente che avvia una sessione per l’utilizzo di una applicazione, il sistema crea una scatola di sabbia che isola le attività di quell’utente da tutto il resto del sistema. Se all’interno della scatola di sabbia accade qualcosa di imprevisto (ad esempio un virus) gli effetti sono limitati alla sessione stessa e non possono propagarsi alle altre sessioni di lavoro.

Questa, assieme ad altre caratteristiche, ci hanno consentito di ottenere una copertura assicurativa con massimale milionario per, sostanzialmente, qualsiasi evento doloso o colposo generi un danno all’utilizzatore dei nostri servizi.

Contattateci per conoscere i termini e le condizioni.

Condividi:
FacebookTwitterGoogle+

Prima di tutto, parliamo di processi

Ritengo l’approssimazione uno dei mali assolti del nostro tempo.

Poco interessa se esistano centinaia di validissime ragioni per affrettare decisioni, procedere per assunzioni che non hanno riscontro reale, passare dal problema allo strumento saltando tutta la parte che sta nel mezzo, l’approssimazione fa danni, danni enormi.

Se mi limito a pensare al mercato di riferimento della società che dirigo, mi risulta oltremodo evidente il danno creato al business degli studi professionali approssimando le considerazioni che avrebbero dovuto guidare le scelte imprenditoriali di moltissimi professionisti.

Proviamo a focalizzarci su un settore professionale molto preciso, i Commercialisti e gli Esperti Contabili, e proviamo ad analizzare a volo di uccello il momento più convulso tra le attività legate alla consulenza ordinaria.

Pensiamo alla tenuta della contabilità generale.

Bene, ora mi piacerebbe chiedere ad ognuno dei lettori, se ha mai provato a condurre in questo ambito una analisi molto semplice: pain (problema) -> solution (soluzione).

Se qualcuno l’avesse mai fatto, vorrei poi conoscere cosa abbia elencato tra i problemi.

Naturalmente non c’è modo e tempo per condurre i lettori ad una conclusione, quindi la taglio corta: pochissimi avrebbero individuato i problemi reali e ancor meno avrebbero indicato soluzioni percorribili per la loro soluzione.

Non sto sottovalutando i miei lettori, sto semplicemente rinnovando un mantra già noto: i problemi vanno analizzati con un distacco che chi sta “mani e piedi” dentro il problema non può avere, senza contare che le analisi funzionali sono “normalmente” svolte da professionisti con specializzazioni molto verticali.

Il nostro team è sicuramente sufficientemente distaccato per effettuare delle analisi oggettive e sufficientemente preparato per effettuarle con la professionalità necessaria.

Con questa premessa, mi permetto di indicarvi solo uno dei tanti problemi da risolvere, si tratta di un problema operativo che ha risvolti commerciali drammatici.

Il cliente medio si presenta in studio per consegnare la documentazione, praticamente a ridosso degli adempimenti periodici (es. liquidazioni IVA).

Secondo le nostre analisi, oltre il 70% dei documenti dei clienti con liquidazioni IVA mensili vengono recapitati allo studio oltre il 10 del mese di scadenza della liquidazione e quasi la totalità dei documenti dei clienti con liquidazione trimestrale viene consegnata meno di 8 giorni prima della scadenza della liquidazione.

Stiamo autorizzando i clienti, di qualsiasi dimensione, a pensare che l’impegno che lo studio deve mettere in campo per esaurire l’adempimento liquidazione IVA periodica è ridicolo.

I clienti, però, non sanno che nella settimana precedente la liquidazione, il 150% degli FTE dello studio è “pancia a terra” a registrare fatture, che lo studio è costretto a retribuire lavoro straordinario, a ricorrere a collaboratori esterni, a lavoro intermittente, ecc.

Se penso possa essere chiaro a tutti il problema organizzativo (si lavora solo per picchi), vi lascio riflettere autonomamente sull’impatto devastante di tale problema dal lato commerciale.

La categoria si ritiene ostaggio dell’Amministrazione Finanziaria, ma che ne dite dei clienti? Non si è anche loro ostaggi?

Continuando l’analisi, si potrebbero elencare decine di altri problemi che raramente vengono percepiti come tali dallo studio. Passando dall’analisi dei problemi a quella delle soluzioni, potremmo elencare un numero considerevole di semplici accorgimenti che, senza stravolgere in alcun modo il rapporto con il cliente o l’assetto organizzativo di studio, farebbero fare un enorme salto in avanti.

Tutte queste analisi sono già state svolte, per farlo ci siamo attrezzati per vivere internamente, attraverso la nostra BU Outsourcing Contabilità, l’ambiente dello studio. Ogni mese i nostri colleghi del “laboratorio” (è così che chiamiamo il reparto contabilità) liquidano IVA per circa 600 ditte, con grande soddisfazione dei nostri clienti che, per inciso, sono solo studi professionali che ci hanno delegato una parte della loro attività.

Ci sono voluti 18 lunghissimi mesi, ma abbiamo la soluzione.

Unica, semplice, efficace. Capace di entrare dolcemente nell’organizzazione dello studio, salvo trasformarla, salvo trasformare l’immagine che lo studio proietta verso i suoi clienti, salvo innovare pesantemente un processo facendo ciò che ogni impresa/organizzazione deve fare per evolvere: mappare ed industrializzare i processi produttivi.

Il 12 ottobre ne parleremo ad un convegno organizzato dalla Fondazione DCEC di Bologna, se non potete partecipare, contattateci. Resterete sbigottiti.

Condividi:
FacebookTwitterGoogle+

Siglata la convenzione con la Fondazione Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Bologna

È stato siglato ieri un accordo che vede StudioBoost impegnata, assieme alla Fondazione DCEC di Bologna, nella realizzazione di 3 eventi formativi.

Il ciclo prevede, inizialmente, tre eventi. Il primo si terrà il prossimo 12 ottobre 2017 ed affronterà lo spinoso tema della dematerializzazione spiegando come sia possibile raggiungere l’obiettivo zero carta adottando procedure e software che minimizzino o azzerino l’impatto sulla organizzazione dello studio.

Il format degli eventi prevede l’esposizione pratica di casi d’uso concreti sia da parte di grandi aziende, che da parte di studi professionali. Aziende e studi sono stati selezionati tra le eccellenze territoriali, dove eccellenza non riguarda la dimensione o il fatturato, ma la capacità di innovare.

Per maggiori informazioni consultate la sezione eventi del nostro sito o del sito della Fondazione DCEC Bologna.

Condividi:
FacebookTwitterGoogle+

Il controllo di gestione dello studio

Applicare le metodologie tipiche del controllo di gestione in uno studio professionale sembrerebbe una chimera per molti.

Il tempo da spendere sul data entry necessario per consentire all’eventuale sistema di gestione studio di lavorare in maniera corretta ed efficace, è tale da far ritirare anche i più volenterosi. Nemmeno le soluzioni “automatiche” proposte dai gestionali di studio sembrano superare questa barriera.

Non starò qui a spiegarvi che quell’investimento in tempo, ritornerebbe sotto altre forme (molto spesso assume la forma di maggior redditività) con una progressione geometrica da far impallidire anche i più devoti e ferventi sostenitori delle tecniche di controllo di gestione.

Non lo farò, perché comprendo molto bene i limiti organizzativi, le pressanti scadenze e la patologica carenza di risorse umane e materiali che caratterizza la maggior parte degli studi professionali.

Non lo farò perché capisco anche molto bene che le eccellenze, quei professionisti che sono riusciti a ricavarsi una nicchia consulenziale profittevole, preferiscono erogare un ora di consulenza in più, piuttosto che dedicarla ad effettuare operazioni che di primo acchito appaiono ridondanti.

Eppure, non posso esimermi dal ribadire inviti ed indicazioni non miei: gli enti di studio dei vari Ordini, gli stessi Ordini Professionali, gli osservatori universitari e tanti altri, da anni, vanno predicando che l’organizzazione dello studio è un elemento senza il quale lo studio è destinato ad un destino – quantomeno – incerto.

L’organizzazione ed il controllo di gestione sono, infatti, due facce della stessa medaglia e mi piace metterle in relazione con il metodo Kaizen, un processo quotidiano il cui scopo è il miglioramento dell’efficienza produttiva soprattutto attraverso la umanizzazione del lavoro. 

In altre parole, attraverso un continuo lavoro di pianificazione e controllo, si recupera in qualità del prodotto (o del servizio) ed in qualità della vita; tornando ad umanizzare le relazioni professionali con clienti e colleghi, ritrovando la redditività dove questa viene persa.

Organizzare e controllare le attività di studio, recuperando tempo, però è possibile.

Abbiamo realizzato ERMES, un sistema xRM (antything relationship management) collaborativo in grado di raggiungere questo obiettivo.

Le tecniche applicate sono numerose e non è il caso di tediare i lettori con il IGCC (Indice Globale di Complessità del Cliente), il nostro sistema automatico di ripartizione dei costi, piuttosto è opportuno segnalare che ERMES utilizza le informazioni relative alle pratiche, ai budget ed ai timesheet a queste collegati, per automatizzare il ciclo di parcellazione.

Quindi: è vero che devo inserire i dati della pratica, è vero che devo rendicontare il tempo e le spese effettuate per la pratica, ma è altrettanto vero che, fatto questo, il sistema è in grado di effettuare una parcellazione automatica integrando i flussi dei dati contabili con i principali sistemi gestionali di studio.

Il numero verde è a vostra disposizione per qualsiasi approfondimento. Non siate timidi!

Condividi:
FacebookTwitterGoogle+

Il book Professionisti e Innovazione digitale in distribuzione

Il Sole 24 Ore sta distribuendo in questi giorni nelle edicole e nelle librerie l’Instant book “Professionisti e Innovazione Digitale” a cura di Claudio Rorato ed Elisa Santorsola, in collaborazione con l’Osservatorio Professionisti e Innovazione Digitale di cui StudioBoost è partner storico.

La pubblicazione riassume le sfide organizzative che le professioni giuridiche d’impresa devono affrontare in un continuamente rinnovato panorama competitivo.

Come dice Elisa Santorsola:

“Per poter continuare a lavorare in un contesto che parla di quarta rivoluzione industriale, originate dall’innovazione digitale, ogni soggetto economico deve accogliere le tecnologie e imparare a sfruttarle nel miglior modo possibile”.

La tecnologia svolge ormai un ruolo predominante nel mondo del business ed è in grado di influenzare i modelli di business degli studi professionali a tal punto da impattare in maniera drammatica sulla loro redditività. Gli strumenti informatici tipici non sono più sufficienti e le competenze richieste per la gestione delle tecnologie sono divenute così verticali ed approfondite da non lasciare più alcuno spazio per l’improvvisazione. Trovare un partner affidabile e competente diventa una scelta di sopravvivenza per chi desidera innovare guidando il processo di cambiamento senza esserne sopraffatto ed utilizzando la tecnologia come leva di business.

Questi sono anche i concetti alla base della mission di StudioBoost.

Alcuni nostri clienti hanno voluto condividere le loro esperienze con i curatori della pubblicazione, qui potete trovare l’articolo integrale.

Condividi:
FacebookTwitterGoogle+

Come in un film di spionaggio

L’attacco hacker non è finito. E domani potrebbe colpire di nuovo l’Italia

Da HuffingtonPost del 14 maggio 2017

Non si escludono ulteriori problematiche legate alla propagazione di un’ulteriore versione di ‘WannaCry’ 2.0, ovvero al riavvio delle macchine per la giornata di domani, inizio della settimana lavorativa”. È la polizia postale a non escludere nuovi disagi legati alla diffusione del virus WannaCry, che venerdì scorso ha mandato in tilt i pc di almeno 150 Paesi in tutto il mondo, bloccando l’accesso ai dati e chiedendo un riscatto in bitcoin.

Innalzati i livelli di sicurezza in Italia

ll Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche ha diramato “diversi alert di sicurezza con gli indicatori di compromissione relativi all’attacco hacker WCry, utili per l’innalzamento del livello di sicurezza dei sistemi informatici”. A renderlo noto è lo stesso Cnaipic, la cui sala operativa da venerdì sera è “in costante contatto con i referenti tecnici delle infrastrutture critiche informatizzate e, tramite il Nucleo Sicurezza cibernetica, con i componenti dell’architettura di difesa cyber nazionale”. Costante il rapporto con gli organismi di cooperazione internazionale ed in particolare con il centro EC3 di Europol.

Qualsiasi operatore non professionale che pensi di essere in grado di far fronte ad un così massiccio attacco hacker, semplicemente sbaglia. Sopravvaluta se stesso e la propria infrastruttura hardware e software.

Certo, nessuno può essere totalmente esente da rischi di intrusione o virus informatici, ma adottando le misure più corrette è possibile mitigare enormemente il rischio.

La piattaforma StudioRelax, oltre a godere di numerose ed efficaci misure fisiche e logiche di protezione, derivanti dalla collocazione dei data center, aggiunge livelli di sicurezza ulteriori con l’utilizzo delle sandbox.

Per ogni utente che avvia una sessione per l’utilizzo di una applicazione, il sistema crea una scatola di sabbia che isola le attività di quel dato utente da tutto il resto del sistema. Se all’interno della scatola di sabbia qualcosa deflagra (ad esempio un virus) gli effetti sono limitati alla sessione stessa e non possono propagarsi alle altre sessioni di lavoro.

Questa, assieme ad altre caratteristiche, ci hanno consentito di ottenere una copertura assicurativa con massimale milionario per, sostanzialmente, qualsiasi evento doloso o colposo generi un danno all’utilizzatore dei nostri servizi.

Pensate ancora che mantenere i dati sui vostri PC desktop o server di studio sia sicuro?

Se desiderate una quotazione senza impegno o solo ricevere informazioni più dettagliate, lasciateci  i vostri recapiti cliccando qui.

 

Condividi:
FacebookTwitterGoogle+

Digitalizzazione facile e sicura per gli studi professionali – da il Sole24Ore del 11 aprile 2017

Se partiamo dall’epoca “eroica” dell’informatica, quando i mainframe erano i padroni della terra e l’hardware aveva costi proibitivi, era logico, semplice ed economico per le aziende condividere un unico processore: era la via più rapida all’informatizzazione. Poi sono arrivati i personal computer e lo sviluppo di applicazioni ben più a amate di risorse, che richiedevano hardware dedicato. Così i server crescevano in numero e diminuivano in prezzo, con il risultato che, nel corso degli anni, si è acquisita molta più potenza elaborativa di quanta in realtà ce ne fosse bisogno, con la conseguente esplosione dei costi legati alla gestione di tutto questo “ferro”.

La virtualizzazione ha poi chiuso il ciclo: la possibilità di far girare più server sulla stessa macchina ci ha riavvicinati al concetto di mainframe condiviso. Da qui al cloud il passo è relativamente breve. Ma cosa è esattamente il cloud? Tralasciando Wikipedia, il cloud non esiste. Se parliamo di cloud, parliamo del computer di qualcun altro. È forse per questo che il mondo delle professioni stenta ad adottare soluzioni cloud? Che il cloud rappresenti la possibilità di utilizzare (e pagare!) solo le risorse realmente necessarie è sotto gli occhi di tutti, così come gli sconfortanti numeri relativi all’adozione di servizi cloud da parte dei professionisti. Focalizzare gli investimenti sul core business è un mantra di tutti gli imprenditori ed il mondo delle professioni inizia massicciamente ad andare nella stessa direzione.

Il cloud è azzeramento dell’obsolescenza dell’hardware, nonché la strada più economica per stare al passo con i tempi dell’IT. In questo senso, appoggiarsi ad un provider di servizi cloud è una delle azioni da pianiŠ care. Chi scegliere? Avvocati, Commercialisti, Consulenti del lavoro e Notai hanno peculiarità operative e trattano tipologie di dati che non possono essere gestiti se non in una modalità dedicata e specializzata.

Oggi StudioRelax è l’unico portale cloud esclusivamente dedicato a loro, con previsioni contrattuali e coperture assicurative speci…fiche oltre che caratteristiche funzionali che rendono il servizio di facile e immediata adozione. Studio Relax non è un comune servizio cloud, è un modo innovativo di fruire di tutte le applicazioni di studio ovunque e con qualsiasi dispositivo connesso ad internet: le applicazioni ed i dati che vengono trasferiti su StudioRelax interagiscono con i dispositivi locali come token di Šfirma, scanner, ecc. Domenico Navarra, CEO di StudioBoost, sostiene che, dati alla mano, StudioRelax rappresenti una decisa spinta – un boost – verso l’innovazione e la digitalizzazione dello studio: “Con la ‘cloudižficazione’ , lo studio in cloud è uno strumento di lavoro, mentre nella realtà ž sica è un luogo di scambi relazionali con clienti, colleghi e collaboratori. Questa nuova interpretazione apre a numerose innovazioni dell’o€ erta consulenziale tipica del professionista. Lascio a voi immaginare tutto ciò che potreste fare”. – Per una prova gratuita www.studioboost.it

Leggi l’articolo originale

Condividi:
FacebookTwitterGoogle+

StudioBoost: il cloud specializzato

Da Il Sole 24 Ore del 26 marzo 2017

In caso di perdita o compromissione di dati, le aziende hanno una possibile via d’uscita: il fallimento. Il professionista, invece, risponde con tutti i suoi beni, fino alla fine dei suoi giorni.

Le categorie più esposte al rischio connesso alla gestione dei dati informatici sono dunque i professionisti, intesi come Commercialisti, Avvocati, Consulenti del lavoro e Notai.

È questo ragionamento, unito all’evidenza del gap tecnologico del mondo professionale, che ha spinto Domenico Navarra a sviluppare StudioRelax, il primo portale cloud pensato da professionisti e dedicato ai professionisti.

Cos’è StudioRelax lo racconta Sebastiano Pratellini, CTO di StudioBoost: “StudioRelax è un modo innovativo di usare le applicazioni di cui un professionista ed il suo cliente hanno bisogno. L’utente avvia le applicazioni con un’icona da qualsiasi dispositivo, basta una connessione internet. L’esperienza d’uso è quella a cui il professionista è già abituato; tutta l’attività di messa in sicurezza dei dati, aggiornamento e manutenzione dei software è gestita interamente da noi. Abbiamo una potente infrastruttura hardware presso un datacenter Tier4, con banda illimitata: ogni nostro utente naviga a 950 Mbps, lavorando così in tempi minori di quelli normalmente impiegati su computer locali.”

Domenico Navarra, CEO, ci spiega cosa si trova dentro StudioRelax: “Ogni utente avrà il meglio: spazio di archiviazione illimitato e criptato, collaboration suite, pacchetto Office, controllo gestione studio, fatturazione, automazione della contabilità, portale documentale di studio, redazione ed analisi di bilancio, il kit professionista (software degli enti pubblici), i gestionali che abbiamo selezionato tra i più moderni (tra tutti SuitePro di Datev-Koinos) e persino il centralino. Tutto pay-per-use”.

Le garanzie per il cliente? “Tralascio la professionalità del mio team, basti dire che siamo obbligati al risultato per contratto e che StudioRelax è l’unico cloud assicurato letteralmente per qualsiasi evento.”

Scarica l’articolo in pdf

Condividi:
FacebookTwitterGoogle+

Emilia Romagna: finanziamenti a fondo perduto per i professionisti

BANDO PER IL SOSTEGNO DI PROGETTI RIVOLTI ALL’INNOVAZIONE, LA DIGITALIZZAZIONE E L’INFORMATIZZAZIONE DELLE ATTIVITA’ PROFESSIONALI A SUPPORTO DEL SISTEMA ECONOMICO REGIONALE

Presentazione domande I finestra: 3 maggio – 31 maggio II finestra: 12 settembre – 10 ottobre

TERRITORIO: Regione Emilia Romagna

OBIETTIVI GENERALI I

progetti oggetto di finanziamento dovranno contribuire a creare opportunità di sviluppo, consolidamento, qualificazione e valorizzazione delle attività libero professionali tramite la realizzazione d’interventi atti a:

– favorire lo sviluppo, la strutturazione delle attività libero professionali e il loro riposizionamento assecondando le mutazioni economico, sociali, tecnologiche e telematiche in atto; – facilitare l‘affiancamento dell’attività professionale ai processi di efficientamento della PA, razionalizzando le risorse pubbliche al fine di aumentare l’affidabilità del sistema delle imprese, favorendo lo sviluppo dell’economia reale;

– incentivare gli investimenti in nuove tecnologie, innovazioni di processo, in tecnologie informatiche favorendo l’automazione dei processi, l’archiviazione, il backup e la registrazione dei dati in formato immateriale, le innovazioni tecnologiche, di comunicazione, telecomunicazione e lavoro a distanza, la digitalizzazione dell’attività professionale nei confronti della clientela, della P.A. e della società, in coerenza con le linee guida dell‘Agenda Digitale Italia – Regione EmiliaRomagna;

– diffondere la cultura d’impresa, dell’organizzazione e della gestione/valutazione economica dell’attività professionale con valorizzazione delle conoscenze per la creazione di valore aggiunto, la tutela e lo sviluppo della reputazione professionale;

– consolidare le realtà professionali attraverso la stabilizzazione del lavoro, in particolare di quello dipendente, e la qualificazione dello stesso.

SOGGETTI BENEFICIARI

a) Liberi professionisti ordinistici: titolari di partita IVA, esercitanti attività riservate, iscritti ai sensi dell’art. 2229 del Codice civile a Ordini o Collegi professionali e alle rispettive Casse di previdenza, che operano in forma singola, associata o societaria. Ai fini del presente bando s’intendono operanti in forma associata o societaria le seguenti categorie di liberi professionisti: ✓ Associazioni professionali o Studi associati di professionisti con atto costitutivo registrato all’Agenzia delle Entrate alla data di presentazione della domanda; ✓ Società tra professionisti – StP di cui all’art. 10 c.3 D.Lgs 12/11/2011, n. 183 come regolate dal DM 8 febbraio 2013 n. 34; ✓ Società di professionisti o di ingegneria di cui alle lettere b) e c), comma 1 dell’articolo 46 del D.Lgs. n. 50/2016 (Nuovo Codice degli appalti);

b) Liberi professionisti non ordinistici: titolari di partita IVA, autonomi, operanti in forma singola, o associata di “studi formalmente costituiti“ (esclusa la forma di impresa), che svolgono attività professionali non rientranti in quelle riservate agli iscritti a Ordini e Collegi professionali, o che svolgano prestazione d’opera intellettuale e di servizi rientranti nella sezione M della classificazione delle attività economiche (ATECO 2007) “Attività professionali, scientifiche e tecniche“ e siano iscritti alla gestione separata INPS previsto dall’art. 2, comma 26 della Legge 335/95, anche appartenenti ad Associazioni professionali riconosciute di cui alla L. n.4/2013. Ciascuno dei soggetti sopra indicati può presentare, per ciascuna finestra, una sola domanda di contributo. REQUISITI

a) avere l’unità operativa o sede legale in cui si realizza il progetto in Regione EmiliaRomagna; per unità operativa si intende un immobile in cui il richiedente svolge abitualmente la propria attività o stabilisce la propria sede legale N.B. Il requisito dell’unità operativa o sede legale in Emilia-Romagna dovrà risultare: – per i singoli liberi professionisti iscritti ad albi, ordini o collegi professionali, dal certificato o attestato di iscrizione all’albo, ordine o collegio professionale e dal Certificato di attribuzione di partita IVA” rilasciato dall’Agenzia delle Entrate – per i singoli liberi professionisti non iscritti ad albi, ordini o collegi professionali, dal “Certificato di attribuzione di partita IVA” rilasciato dall’Agenzia delle Entrate; – per le Associazioni di professionisti o Studi associati di professionisti, dal “Certificato di attribuzione di partita IVA” rilasciato dall’Agenzia delle Entrate; – per le società tra professionisti (STP) e le società di professionisti e di ingegneria di cui all’articolo 46, comma 1, lettere b e c del D.Lgs n. 50/2016, da visura camerale aggiornata.b) non essere lavoratori dipendenti (in qualsiasi forma, sia a tempo indeterminato che determinato, sia a tempo pieno che a tempo parziale) o pensionati. L’accertamento sarà svolto sulla base del Modello Unico P.F. o Modello 730 dell’ultimo periodo di imposta antecedente la domanda (verificando rispettivamente il quadro RC – Sezione 1 e il Quadro C – Sezione 1); (solo per i singoli professionisti) c) svolgere l’attività professionale al momento della domanda; d) essere costituite tra professionisti che svolgono l’attività professionale al momento della domanda; (solo per le associazioni tra professionisti) e) essere attive e non trovarsi in stato di liquidazione (anche volontaria) e non essere soggetti a procedure di fallimento, di concordato preventivo, amministrazione controllata o altre procedure concorsuali o di Organismi di composizione della crisi ex L. 4/2012 per sovraindebitamento; (solo nel caso di società tra professionisti, di società di professionisti e di ingegneria di cui all’articolo 46, comma 1, lettere b e c del D.Lgs n. 50/2016).

DIMENSIONE MINIMA DEI PROGETTI

I progetti per i quali viene presentata domanda di contributo dovranno avere una dimensione minima di investimento pari a complessivi € 15.000,00. La dimensione minima dell’investimento per l’intero progetto dovrà essere mantenuta e assicurata anche in fase di rendicontazione a saldo delle spese sostenute per la sua realizzazione. Pertanto, qualora a seguito delle verifiche istruttorie compiute dagli uffici regionali competenti in merito alla rendicontazione a saldo delle spese sostenute dovesse risultare inferiore a 15.000 euro, il contributo concesso sarà revocato.

INTERVENTI FINANZIABILI

Sono finanziabili tramite il presente bando gli interventi da realizzare sul territorio regionale finalizzati all’introduzione di strumenti informatici e telematici avanzati e alla loro integrazione con l’organizzazione professionale/aziendale: A. Interventi per l’Innovazione tecnologica finalizzati: – allo sviluppo innovativo dei sistemi informatici-informativi e dei processi di digitalizzazione del lavoro; – alla informatizzazione e alle innovazioni di processo; – alla realizzazione di sistemi di gestione innovativa delle reti tra professionisti; – ad automatizzare e informatizzare l’attività anche con acquisto di strumenti e attrezzature professionali tecnico-strumentali e tecnologiche;

– a sviluppare sistemi di sicurezza informatica o il loro test di adeguatezza. B. Interventi per la strutturazione, l’organizzazione e il riposizionamento strategico delle attività libero professionali finalizzati:

– a creare sistemi di condivisione, cooperazione e collaborazione tra professionisti e/o tra imprese in particolare negli ambiti delle partnership e delle collaborazioni, della coprogettazione, dell’attività di co-makership, della razionalizzazione logistica;

– a migliorare l’efficienza dei processi di erogazione dei servizi, innovare i servizi con particolare riferimento alla messa a punto ed alla sperimentazione di metodologie e applicazioni innovative nel campo della progettazione, dei processi e del monitoraggio;

– a sviluppare sistemi che favoriscano l’integrazione di altri processi strategici all’attività professionale/imprenditoriale;

– ad implementare e diffondere metodi di promozione, acquisto e vendita on line di servizi nonché a sviluppare nuove funzioni avanzate nel rapporto con la clientela;

– al riposizionamento strategico dell’attività professionale; C. Interventi per diffusione della cultura dell’organizzazione e della gestione/valutazione economica dell’attività professionale finalizzati: – a progettare e implementare un piano di riposizionamento e sviluppo dell’attività professionale o dell’impresa che preveda di sfruttare le opportunità date dalla digitalizzazione dei servizi; – a implementare sistemi di controllo di gestione e valutazione economica dell’attività.

SPESE AMMISSIBILI

a) acquisto di attrezzature, infrastrutture informatiche, tecnologiche, digitali finalizzate alla realizzazione a titolo esemplificativo di piattaforme, siti web, al miglioramento della connettività di rete, alla digitalizzazione e la dematerializzazione dell’attività, la sicurezza informatica, la fatturazione elettronica, il cloud computing, il business process, compresa la strumentazione accessoria al loro funzionamento b) spese per l’acquisizione di brevetti, licenze software e di servizi applicativi necessari al conseguimento degli obiettivi dell’intervento, o altre forme di proprietà intellettuale; c) Interventi accessori, anche di carattere edilizio, strettamente necessari alla realizzazione del progetto, nel limite massimo di 5.000 euro; d) spese per l’acquisizione di consulenze specializzate per la realizzazione del progetto; tali spese sono riconosciute nella misura massima del 30% della somma totale delle altre voci di spesa.

SPESE NON AMMISSIBILI

– spese antecedenti la presentazione della domanda. A tale scopo farà fede la data di emissione della fattura di acquisto; – spese accessorie di spedizione, trasporto/viaggio, vitto, trasferte, alloggio, acquisto o allestimento di mezzi di trasporto; – acquisto di automobili e mezzi di trasporto; – spese relative al personale dipendente dei soggetti beneficiari eventualmente utilizzato per la realizzazione del progetto; – spese generali di funzionamento e materiali di consumo, canoni d’uso; – spese per l’acquisto di beni materiali ed attrezzature usati; – spese per acquisto, ristrutturazione o manutenzione di immobili; – spese in autofatturazione, lavori in economia e prestazioni rilasciate da titolari di ditta individuale, legali rappresentanti, soci o componenti l’organo di amministrazione del soggetto richiedente; – la cessione di beni o la fornitura di servizi di singoli associati allo “studio professionale formalmente costituito” di cui fanno parte essi stessi; – spese riferibili a consulenze e prestazioni rilasciate da coniuge o parenti in linea retta fino al terzo grado – o da società dagli stessi partecipate nella misura superiore al 20%; – spese per consulenze e prestazioni dei titolari/soci/legali rappresentanti e/o componenti l’organo di amministrazione del soggetto richiedente; – spese riferibili a fatturazioni emesse tra soggetti appartenenti alla stessa rete/raggruppamento; – spese sostenute per il pagamento dell’I.V.A. se recuperabile e per il pagamento di tasse indirette; – spese relativa a controversie, ricorsi, recupero crediti; – spese per il pagamento di interessi debitori; – spese per il pagamento di assicurazioni per perdite o oneri futuri; – spese relative a rendite da capitale; – spese per il pagamento di debiti e commissioni su debiti; – spese per la gestione corrente (compresi garanzie fideiussorie e accensione conto corrente) e le consulenze ordinarie, contabili, fiscali, giuridico-amministrative, collegate alla certificazione di qualità, ecc.; – spese sostenute tramite locazione finanziaria (leasing) o tramite noleggio con riscatto.

INTENSITA’ D’AIUTO

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al 40% delle spese ammissibili. La percentuale di contributo è elevata al 45% qualora ricorra una delle seguenti ipotesi: a) nel caso in cui, per effetto della realizzazione del progetto si realizzi un incremento occupazionale e, in particolare, quando a fine progetto (corrispondente alla data della domanda di pagamento), il beneficiario incrementi di 1 o più unità rispetto alla situazione ex ante, il personale dipendente a tempo pieno o part-time pari o superiore all’80%, assunto con contratti a tempo indeterminato. Sono riconosciute ammissibili anche assunzione con contratti di apprendistato o a tutela crescente (Jobs Act). b) nel caso in cui il progetto da realizzare sia presentato da un soggetto caratterizzato dalla rilevanza della componente femminile/giovanile. c) nel caso in cui il soggetto richiedente sia in possesso del rating di legalità. Il contributo sarà concesso in regime di “de minimis”. L’importo massimo del contributo concedibile per ciascun progetto ammesso a finanziamento non potrà comunque eccedere, neanche per effetto della maggiorazione, la somma complessiva di € 25.000,00. I contributi di cui al presente bando non sono cumulabili con altre agevolazioni pubbliche concesse per le stesse spese ammissibili

PRESENTAZIONE DOMANDE

Finestre e scadenze • dalle ore 10.00 del giorno 3 maggio 2017, alle ore 17.00 del giorno 31 maggio 2017, per gli interventi che si intendono realizzare entro il 31/12/2017; Le risorse disponibili per i progetti presentati in questa finestra ammontano ad Euro 1.000.000. • dalle ore 10.00 del giorno 12 settembre 2017, alle ore 17.00 del giorno 10 ottobre 2017 per gli interventi che si intendono realizzare a partire dal 1/1/2018 fino al 31/12/2018. Le risorse disponibili per i progetti presentati in questa finestra ammontano ad Euro 2.000.000. La Regione si riserva la facoltà di: – anticipare la chiusura del bando qualora il fabbisogno di contributo superi la dotazione finanziaria disponibile per ciascuna finestra. Per le domande pervenute entro la chiusura dei termini, si procederà comunque alla loro valutazione e, nel caso di loro ammissibilità, le stesse potranno essere ammesse agli aiuti con progressivo scorrimento della graduatoria utilizzando le risorse disponibili. – procedere ad una eventuale riapertura della finestra del bando in caso di utilizzo parziale dei fondi stanziati.

StudioBoost ha attivato, per tutti i propri clienti una convenzione con STUDIO MACO ASSOCIATI. La convenzione ha ad oggetto l’accompagnamento in tutte le fasi istruttorie fino all’ottenimento del finanziamento.

Condividi:
FacebookTwitterGoogle+

Tutto quello che avreste voluto sapere sul Cloud e nessuno vi ha mai detto

Con questo articolo inauguriamo una vera e propria rubrica nella quale scomporremo il puzzle tecnico-funzionale-normativo dell’argomento Cloud e proveremo a dare ai professionisti l’angolo di visuale che gli è proprio.

 

Parte Prima: Tecnica e tecnologie

 

Cosa è davvero il Cloud? E chi sono i Cloud Provider?

Tagliamola corta e finiamola con le definizioni da Wikipedia o gli acronimi impossibili tipo SaaS, IaaS, ecc. il Cloud, inteso come un luogo astratto dove trovare potenza di calcolo, spazio disco e memoria, non esiste.

Quando parliamo di Cloud, stiamo parlando del computer di qualcun altro.

 

banner-cloud-news

 

Non voglio mancare di romanticismo, ma le cose stanno così. Quando vi dicono che un tale prodotto fa il backup in cloud, ecco, significa che i vostri dati stanno andando a finire sul computer di qualcun altro. Rabbrividite? Nei successivi articoli parleremo molto estensivamente di come scegliere questo qualcun altro e come gestire la contrattualistica e la privacy.

Torniamo al Cloud, abbiamo detto che si tratta di computer, più probabilmente saranno server (che, in pratica, sono dei computer maggiorati), gestiti da un soggetto terzo, il Cloud (o Service) Provider, il quale rende disponibile al pubblico una porzione dei propri server.

Ci sono molti possibili utilizzi di questa porzione: è possibile che il provider ci offra di utilizzare una macchina virtuale installata su quella porzione, è possibile che il Provider ci offra l’accesso ad un desktop virtuale, è possibile che il provider ci consenta di utilizzare un software che risiede su tale porzione, così come sono possibili tutte le permutazioni degli esempi precedenti.

Esistono numerosissimi servizi basati sul cloud, ma il Cloud non è una tecnologia, è un modello di gestione di una infrastruttura informatica che tende a rendere fruibile l’infrastruttura stessa o i software che vi sono residenti ad un pubblico molto ampio e, generalmente, esterno rispetto al gestore dell’infrastruttura.

Le complicazioni in termini di numero di utenti, segmentazione degli accessi, banda riservata ad ogni utente, ecc. sono notevoli ed ecco perché questo è un servizio erogato da soggetti professionali che ne fanno una attività economica.

 

Cosa sono i servizi cloud? Come vengono utilizzati?

Facciamo qualche esempio concreto: la famosa caselle di posta elettronica gratuita in cloud, è uno specifico software web del noto provider che, dai propri server, consente agli utenti della casella di posta di consultare le proprie email, spedirne di nuove e conservarle tutte fino alla fine dei tempi; il flessibile gestionale per Commercialisti pubblicato in Cloud dalla nota software house, che si trasforma in Cloud Provider per l’occasione, non è altro che una installazione del gestionale su una macchina virtuale ospitata in una infrastruttura gestita dalla nota software house; la start-up statunitense che vi offre spazio di archiviazione e vi consente di sincronizzare i dati su tutti i vostri dispositivi, vi mette a disposizione una spazio disco ed un software di sincronizzazione, entrambi residenti su una infrastruttura hardware che ha in gestione.

Risulta chiaro che anche l’esperienza di utilizzo dei “servizi cloud” cambia a seconda della tipologia di offerta del provider. Così, per usufruire dello spazio di archiviazione della start-up, ho bisogno di un dispositivo e di un client di sincronizzazione (un software o una app); per consultare le mie email sulla famosa casella di posta elettronica, ho bisogno di un browser internet e per usare il flessibile gestionale, ho bisogno di un computer ed un client RDP o similia.

 

Quali problemi posso avere quando uso servizi cloud?

È possibile si verifichino tutti i problemi che avete già sperimentato oltre a quelli che mai avreste immaginato di avere, però a ben vedere, il problema più frequente riguarda il dialogo dei dispositivi locali (quelli connessi al mio computer o quelli connessi alla rete alla quale è collegato il mio computer) con i sistemi Cloud.

Tornando all’esempio della casella di posta, il dialogo è nativo perché il browser che utilizzo per accedervi è installato sul mio computer ed ha accesso a tutte le periferiche collegate. Idem il caso dello spazio che mi offre la start-up, il file conservato in quello spazio viene aperto sul mio dispositivo con il programma predefinito che, come naturale, ha accesso a tutte le periferiche del computer. Il caso in cui il flessibile gestionale mi viene fornito in desktop remoto diventa più complicato: devo correttamente configurare il client e tutte le periferiche perché possano essere “utilizzate” dal computer remoto, augurandomi che la tecnologia di pubblicazione scelta dalla nota software house o il livello di servizio che ho scelto supportino questa funzionalità.

Non chiedetevi perché questo dovrebbe essere un problema, ricordate solo che, in qualche cassetto, voi o qualche vostro collaboratore, avete una o più smart card che siete costretti ad utilizzare per molti degli adempimenti quotidiani; e se poi volete trasferire uno o più file dal vostro dispositivo al cloud, quale soluzione avete a disposizione? Stampare sulla multi-funzione di ultima generazione con la funzione fascicola e pinza? Funziona ancora?

Nell’uso comune, vanno ben valutati gli impatti operativi dell’utilizzo di soluzioni Cloud.

Insomma, il problema dell’esperienza d’uso non va sottovalutato. L’indicazione che possiamo darvi è che l’utilizzo dei software in Cloud deve essere paragonabile, se non identico, all’utilizzo dei software locali: faccio doppio click sull’icona del software e questo si apre, clicco su stampa e vedo le mie stampanti, ecc. Pretendete da chi vi si propone una dimostrazione pratica sul vostro computer di studio. Se non è in grado di farlo, cambiate provider.

 

La mia connettività è sufficiente? E se la connessione a internet non è disponibile?

In effetti, finora abbiamo sotto intesa e data per scontata la connettività.

Se non c’è connettività su uno dei due end-point, il provider o l’utilizzatore, non c’è nemmeno servizio cloud.

Non ci sono storie: per usare servizi cloud su processi di business strategici, occorre una connessione di emergenza (si chiama backup in gergo tecnico) e oggi è molto spesso già inclusa nell’offerta dei gestori più importanti. Se è vero che non ci sono storie, non ci sono nemmeno scuse.

Per quanto riguarda il consumo di banda, ovvero capire se nel cavo che vi collega alla rete Internet c’è abbastanza spazio per tutti i dati che devono passarvi attraverso per farvi lavorare normalmente, il discorso si complica e, soprattutto, dipende dal tipo di servizio.

Torniamo agli esempi di prima: la casella di posta elettronica non ha sostanzialmente consumo, occupate banda se caricate o scaricate un allegato, per il resto il consumo è irrisorio; lo spazio disco sincronizzato lavora prevalentemente in modalità non interattiva, sincronizza i dati mentre voi fate altro, che ci impieghi un secondo o venti minuti fa poca differenza, forse potrebbe farvi innervosire il tempo che potrebbe impiegare per scaricare un file che avete bisogno di consultare immediatamente, ma non si tratta di problemi seri; per il gestionale in cloud diventa cruciale la connettività, se non durante l’utilizzo comune – che consuma poca banda e prevalentemente in ingresso – ogni volta che il dato, dal server remoto, deve passare ad un dispositivo locale passando per il vostro computer: esempio tipico, stampe di file molto corposi o ricchi di informazioni (es. immagini ad alta definizione). Non è raro che, in casi come questo, le connessioni vadano in time out e la stampa risulti impossibile.

Tuttavia vi invito ad una riflessione: è bene guardare in casa propria e dotarsi di tutto quanto possibile per operare al meglio, inclusa una connettività decente, ma in casa del provider chi controlla? La comunicazione è bidirezionale, se uno qualsiasi dei due end-point non ha sufficiente capacità di trasferire o ricevere i dati, il risultato è il medesimo: l’esperienza d’uso è compromessa così come la produttività.

La quasi totalità di Cloud Provider sono gestori professionali ed hanno fatto scelte oculate e scrupolose per garantire alti livelli di servizio alla clientela, ad ogni modo, per il cliente è sempre opportuno chiedere ed ottenere una garanzia sulla banda disponibile, soprattutto nel caso in cui si trasferiscano in cloud applicazioni e dati cruciali per lo studio. Se non potete ottenere questa garanzia oppure se la banda disponibile è inferiore a 100MBit/sec, cambiate provider. Usate un servizio cloud, siete curiosi e non sapete come controllare? Aprite il vostro desktop remoto e da lì un qualsiasi browser, andate alla pagina http://speedtest.net ed eseguite il test di velocità. Se non potete utilizzare il browser perché vi è inibito, cambiate provider.

Dal punto di vista tecnico, oltre la banda e le prestazioni dell’hardware, quali sono gli indicatori che determinano un servizio di qualità?

Molto, al solito, dipende dal tipo e dal livello di servizio concordato. Per la casella email, ovviamente, pretenderete che sia sempre disponibile se la utilizzate per fini professionali, mentre sarete più tolleranti ai disservizi se la utilizzate per ricevere gli aggiornamenti sull’avvistamento di Pokémon nei dintorni. Per lo spazio disco, se potete tollerare una mancanza di sincronizzazione, è intollerabile una perdita di dati. Per il gestionale, strumento indispensabile di lavoro, un disservizio anche di pochi minuti a ridosso di una scadenza può rappresentare un problema enorme.

Quindi attenzione va posta al tempo garantito di disponibilità dei servizi, che è generalmente espresso in percentuale, ed a come questo viene calcolato. Il calcolo, ad esempio, dovrebbe includere anche i fermi macchina per attività di manutenzione ordinaria, dovrebbe non considerare solo i giorni o le ore lavorativi ed il tempo di disponibilità dovrebbe sempre essere superiore al 95%. Se poi il provider, a garanzia ulteriore, vi offre una riduzione del prezzo per ogni violazione dei livelli di servizio concordati o, meglio, una copertura assicurativa, beh, siete a cavallo.

Altro punto di attenzione va messo sulla gestione e sicurezza fisica e logica dei dati. Se Backup giornaliero è il minimo sindacale, un sistema di filevault e versioning sono l’estremo opposto. Bisogna sempre commisurare le richieste al provider rispetto alle proprie necessità reali, perché ogni richiesta si concretizza in un maggior e, spesso inutile, costo.

Insomma, se oggi abbiamo tutto su un server vecchio 5 anni, situato nell’antibagno, senza sistemi di ridondanza, attaccato ad un UPS a cui non facciamo manutenzione da tre anni e con backup vecchio 3 mesi, chiedere il versioning dei files  che si conservano sul cloud, mi pare francamente eccessivo.

Infine, ecco alcune altre domande tecniche (o quasi) che dovreste porre a chi vi offre servizi cloud o da porvi prima di sottoscrivere una qualsiasi offerta cloud.

Il backup dei dati è a vostro carico? Qual’è la profondità con cui posso recuperare dati persi?

La macchina sulla quale risiede il mio gestionale è ridondata in qualche modo? Ovvero se si rompesse, ad esempio, l’alimentatore la macchina ne ha uno di riserva?

I vostri sistemi sono protetti dagli attacchi DDoS?

Il vostro data center ha fonti di alimentazione di emergenza?

Il vostro data center ha accessi controllati? E’ video sorvegliato?

Il vostro data center su che banda internet può contare? Ho limiti all’utilizzo di questa banda?

Il vostro data center ha certificazioni o riconoscimenti della qualità dei servizi erogati?

Gestite direttamente le macchine dalle quali erogate i servizi cloud o utilizzate fornitori esterni?

Se utilizzo il gestionale in cloud posso esportare e visualizzare documenti Office come se lo utilizzassi in locale?

Utilizzando il vostro servizio cloud ho modo di sincronizzare autonomamente dati tra i miei dispositivi ed il cloud? Posso condividere files con i miei clienti?

 

 

NdR I link alle pagine Wikipedia hanno il solo scopo di far capire al lettore che l’informatica non è così semplice come appare.

 

Condividi:
FacebookTwitterGoogle+