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Concreti, organizzati, rivoluzionari, liberi: i professionisti del futuro sono donne?

Come saranno i professionisti del futuro? Qual è il loro profilo? Saranno uomini o donne?

Tentavamo di rispondere a queste domande analizzando gli iscritti ai nostri convegni, senza mai focalizzarci sul sesso, cosa che, probabilmente, mai avremmo fatto se non fosse stato per l’entrata di due donne nel nostro team di marketing.

Sono state loro a farci notare l’impressionante, schiacciante maggioranza di Commercialisti donna presenti. Sono state le collaboratrici all’accoglienza e chi presiedeva il demo point a confermare che l’interesse maggiore veniva dalle donne. Fenomeno strano, per quel che mi riguarda: in fondo l’attitudine ad essere impressionati dalla tecnologia è storicamente maschile.

Va bene la crescente femminilizzazione della professione, certificata nelle statistiche della Fondazione Nazionale, ma il sospetto che dietro ci fosse qualcosa di più era molto forte.

Interpretare le donne non è mai semplice, e capire questo fenomeno non è stato da meno.

Abbiamo dato inizio al classico brainstorming: le donne sono forse più sensibili ai temi dell’organizzazione? Oppure le donne sono più sensibili alla variabile tempo perché a volte sono anche mamme oltre che Professioniste? Oppure sono meno conservatrici dei loro colleghi uomini? O più concrete? O la risposta è sì a tutte le domande precedenti?

Dall’analisi dei dati si delinea una strana e gradevole tendenza.

Ciò che ci stiamo impegnando a promuovere, anche a livello culturale, sembra piacere a persone concrete, organizzate (o che tendono ad esserlo), ai precursori ed a coloro ai quali interessa recuperare tempo da dedicare alla propria vita privata.

In fondo, non sono l’indipendenza e l’organizzazione caratteristiche peculiari di un Professionista? Perché rinunciarvi e diventare schiavi di un luogo fisico come lo Studio con i suoi orari?

Essere vittime di questa situazione è semplice tanto quanto uscirne.

È sufficiente impostare la propria attività in modo che le informazioni, gli strumenti e, perché no, anche la forza lavoro risiedano in un luogo accessibile in ogni momento del giorno (o della notte) e da qualsiasi punto del globo.

Si tratta della “cloudificazione” dello studio che, nel cloud, è uno strumento di lavoro, mentre nella realtà fisica è un luogo di scambi relazionali con clienti, colleghi e collaboratori.

Una promozione soprattutto culturale

Forse immodestamente, riteniamo di avere qualcosa da dire su questo tema e lo faremo ancora il giorno 12 dicembre a Bologna con un convegno che accredita 3 punti nelle materie di Organizzazione Studio.

Sì, le due colleghe del marketing hanno avuto ragione.

È il momento di esplorare meglio le opportunità che ci offrono le nuove tecnologie e le nuove modalità di lavoro “smart”. Vedremo se queste modalità sono davvero così furbe. Ci faremo raccontare da Professionisti le loro esperienze. Ascolteremo la voce di scienziati e di imprenditori con lo sguardo rivolto all’Europa.

Faremo tutto questo in poco più di due ore, da un punto di vista molto peculiare che invito tutti a scoprire.

Per registrarvi gratuitamente all’evento cliccate qui.

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